Per SuperAbile

mercoledì, maggio 14, 2003

LETTERA APERTA A SUPERABILE
A FRANCO BOMPREZZI
E A CHI CON LUI ESCE DA QUESTA SCENA

Il
C.E.R.PA. è un insieme di varie figure professionali, amici e amiche che con affetto si stimano e che da prospettive diverse convergono sullo stesso fuoco: il sogno divenuto volontà di un mondo fruibile e accessibile a tutti.
Il
C.E.R.P.A. è anche un luogo fortunato, perché da qualche anno Franco Bomprezzi vi appartiene.
Lui, per noi, è un punto di riferimento su cui contare nei momenti di disorientamento e di incertezza; con la sua capacità critica e costruttiva lungimiranza è fonte di riflessione e indirizzo.
Quindi, il
C.E.R.P.A. non può piangere l’assenza di Franco, poiché Franco è con noi, semmai si rammarica che Franco, e chi con lui, non possa più essere presente per tutti gli altri, non possa essere collocato in un punto e in un luogo raggiungibile da tutti: il sistema a rete che ha e hanno saputo costruire.
Violante diceva: " … le principali caratteristiche (vincenti?) del portale [sono]: l’accessibilità, l’usabilità, l’utilità, la gradevolezza."
Noi aggiungiamo la correttezza nell’approccio: un portale vivace senza essere trasgressivo, dinamico ma non indisponente, pieno di contenuti e pure non saccente, pronto al colloquio ma non assillante. Insomma, un posto virtuale che di virtuale, nel senso più (ab)usato della parola ha poco, ma ha molto, invece, di un luogo d’incontro vero, nel quale ci si aggira, si vedono amici, si ricevono notizie ed informazioni, ci si toglie qualche sfizio. Dunque un luogo familiare che ti fa sentire a "casa" senza per questo rinunciare a dare battaglia.

Perciò, come non condividere quanto già scritto:
"La prego mi faccia, o meglio ci faccia, sapere perché altri hanno ottenuto la gestione del portale e la sua cordata no. Sono curiosa, o meglio siamo curiosi, di sapere dove ha sbagliato e dove gli altri sono stati migliori di Lei.
Dal momento della pubblicazione dei suoi saluti mi domando, o meglio ci domandiamo, che valore hanno avuto i due anni di lavoro nel portale, il numero degli accessi giornalieri, gli ospiti importanti, gli argomenti vari affrontati con professionalità." (Luisa Bosisio Fazzi)
"È una collera triste, la mia; non so più cosa raccontare a mio figlio e devo pensare che poco o nulla si salverà dallo spietato comparare prezzo e qualità, quando tutti sappiamo che esiste un certo tipo di qualità – quella umana - che speravamo non dovesse essere pagata a chili o a punti, come il gasolio da riscaldamento o la carta igienica." (Maria Agati Fumagalli)
"Mettere a gara anche il direttore, ha un significato preciso: valutarlo al pari dell'esperto informatico necessario alla sopravvivenza del portale, o di un redattore, o, addirittura, della penna stessa. Per di più al massimo ribasso, ovvero il sistema premiante va a coloro che dichiarano la minor spesa per l'appaltante." (Pietro Barbieri)

Per questi motivi condivisi, di cui sottolineiamo l’importanza, dovremmo tutti interrogarci sulla giustezza dei metodi d’appalto che, ideati in nome della trasparenza, perdono di vista il valore, la storia, le competenze, l’impegno degli individui, in questo caso Franco Bomprezzi e "la squadra", loro sì resi "trasparenti" (invisibili) dalla volontà di applicazione di norme cieche.
La sensazione che resta ad aggiudicazione avvenuta è che, pur non dubitando della buona fede, manchi il coraggio, l’attenzione, la volontà per valutare l’etica, la preparazione e l’umanità che hanno significato e ricaduta sia sociale che culturale, in tal modo piegando questi valori sotto il peso del mero economicismo.

Clericetti ha detto: "Il compito di chi succede a Franco Bomprezzi e ai suoi è molto impegnativo, ma da parte della nuova redazione ci sono alcune premesse per poterlo svolgere mantenendo gli alti livelli di qualità raggiunti."
Noi ci auguriamo che questo avvenga, perché oltre a perdere uno staff sensibile ed intelligente non vorremmo perdere anche ciò che ha saputo produrre: un sito in-superabile.
Per cui, un GRAZIE a Franco e ai "suoi".

C.E.R.P.A. Italia
12/05/03



























postato da Mistro | 14/05/2003 11:34 | commenti (1)


venerdì, maggio 02, 2003

Lettera alla Redazione di Superabile.

Sono Nunzia Coppedé e scrivo in qualità di presidente della FISH Calabria.

Siamo giunti al 29 aprile e dopo domani il portale Superabile volta pagina. Non voglio commentare i motivi che hanno portato al cambiamento, che sono legittimi. Il portale Superabile, é diventato ormai familiare, un punto di riferimento, e mi resta difficile pensare che cambierà.
Sarà migliore? Non lo sarà? certo è che il cambiamento generalmente lo si desidera per le cose che non rispondono, o rispondono poco alle esigenze, il Portale di Superabile ha funzionato. L’augurio che possiamo farci è che continuando il suo viaggio, continui a garantire la stessa qualità e quantità di informazioni.
Franco Bomprezzi per tutti noi è stato una garanzia, l’anello di congiunzione tra le tante esperienze e il racconto di esse, non cadendo mai nel patetico ma dando spessore e dignità.
La FISH Calabria si è rivolta molte volte al portale Superabile, per diffondere le lotte per i Diritti Umani e Civile delle persone con disabilità che si sono svolte in Calabria, ma anche per emanare le esperienze più innovative, realizzate dalle Associazioni ad essa aderenti, come ad esempio il progetto "Abitare in Autonomia" della Comunità Progetto Sud, in entrambi i casi abbiamo trovato grande disponibilità dal parte della Redazione.
Credo che questa capacità di dar voce alle diverse esperienze, nazionali, regionali e locali, collocandole nei giusti contesti, garantendo al lettore una panoramica trasversale, abbia rappresentato l’unicità e qualità del portale.
La speranza è che tale patrimonio non si perda e che il portale, continui ad essere un punto di riferimento importante per tutti coloro, che per motivi diversi, sono interessati al mondo dell’handicap, soprattutto per le persone con disabilità.
Voglio dire grazie a Franco e a tutta la squadra che lo ha supportato in questa innovativa esperienza, un grazie anche a nome di tutta la FISH Calabria, con la speranza di continuare ad incontrarci nelle tante idee e azioni in comune, sempre con lo stesso spirito e con la capacità di utilizzare l’informazione come elemento di qualità per la vita.
A presto

Lamezia Terme 29/04/03

Nunzia Coppedé
















postato da Mistro | 2/05/2003 11:37 | commenti


martedì, aprile 29, 2003

I saluti in chat

L'appuntamento è per oggi, 29 Aprile 2003, da mezzogiorno a mezzanotte: una chat non stop con la redazione e gli amici che dal 5 marzo 2002 a oggi hanno contribuito a far crescere e rendere sempre più amato SuperAbile.it.

chat.superabile.it





postato da Mistro | 29/04/2003 10:00 | commenti (4)


lunedì, aprile 28, 2003
Liberatutti in home page propone un sondaggio su come gli utenti hanno accolto la notizia del cambio di gestione di SuperAbile. <a href="http://nospam.altervista.org/">no spam e-mail link</a> <a href="http://musicalbox.altervista.org/">mp3 midi musical box multimedia</a> <a href="http://heracleum.altervista.org/">blog web tools</a>
postato da Mistro | 28/04/2003 18:25 | commenti (1)

Le aspettative di un imprenditore

da SuperAbile.it
«Forse il cavallo che ha vinto la corsa saprà conquistarsi attenzione, affetto e lettori, ma questa sì sarà una gara dura: noi il mondo lieve e normale della disabilità l'abbiamo imparato con te, Franco. Per questo, grazie».

Stupore.
Stupore e collera, una collera pesante e cupa, non di quelle che ti spingono ad agire, a reagire con veemenza ma di quelle che ti fanno chiudere porta e finestre e ti fanno dire: non ha senso. Cerchi, negli anni di questa straordinaria esperienza che ha portato sui nostri computer finalmente informazione vera, puntuale e ben fatta su tutto quanto sta dentro il mondo della disabilità, i motivi di una decisione che ti sembra assurda e non li trovi. Arrivare il mattino e aprire 'SuperAbile' prima ancora di dare un'occhiata al 'Sole' o al 'Corriere' perché… era diventata un'abitudine, perché lì dentro ci trovavo subito le 'nostre notizie', perché qualcuno aveva già letto, visto, ascoltato per me e mi segnalava con puntualità e rigore tutto quello che ha (aveva?) a che fare con la nostra realtà.
Non sono disabile, sono un imprenditore che opera nel mondo della disabilità e che ha bisogno di conoscere, di immaginare, di prevedere, per fare. Leggere le riviste di settore o di categoria era sempre stato il mezzo per impadronirsi di un po' di sapere, ma quanta fatica: -…sto studiando gli ultimi numeri di…- 'Studiando' non 'leggendo'; non c'era quasi mai piacere; lo 'studio' dei giornali dedicati alla disabilità era, per noi, in azienda, un lavoro.
SuperAbile è diventato, passo dopo passo, una piacevole certezza ed un sito in cui sapevi di trovarci di tutto. Mariella se lo guarda nell'intervallo di pranzo, con un panino in mano ed un succo di frutta; Manuela lo consiglia ad Achille, il nuovo responsabile della divisione 'Riabilitazione' che viene dal settore medicale: «…dai un'occhiata tutti i giorni a Superabile, imparerai un sacco di cose!»; Biagio, Nicola, Jorge ce l'hanno come salvaschermo; persino Sandro, il responsabile amministrativo, lo consulta: «Leggi, norme e… sport, mi piace!». Nessuno 'studia' SuperAbile ma tutti lo leggono, si scambiano pareri, lo consigliano all'assessore che vuole fare qualcosa per i disabili, all'amico il cui figliolo ha avuto un brutto incidente e che resterà in carrozzella, a…
Mario Sasselli, il nostro uomo in Confindustria, mi telefona e mi dice: «Ho il programma di Bari, l'ho scaricato da SuperAbile. A proposito, ho visto anche che…».
E questa Cultura della normalità di cui una volta ci parlava Franco (Franco Bomprezzi, colui che non sarà più il responsabile editoriale di Superabile) non era più uno slogan, un obiettivo ma una certezza di cui ci siamo impadroniti giorno dopo giorno, clic dopo clic, senza neppure rendercene conto.

Lo scopriamo improvvisamente adesso; adesso che una gara ci mette davanti l'evidenza di una precarietà che avevamo dimenticato. Da imprenditore avevo dato per scontato che il fare bene – e SuperAbile era fatto bene - fosse una sorta di garanzia, di ipoteca sul futuro. «Cavallo vincente non si cambia» ho sempre insegnato a mio figlio, per spronarlo a dare il meglio di sé, per incitarlo a fare bene. Scopriamo invece che non sempre chi fa bene sarà il cavallo vincente. Ci chiediamo da cosa sia stata originata la necessità di cambiare. Chissà perché non ci viene neppure lontanamente in mente che il nuovo vincitore, colui che farà un nuovo SuperAbile, saprà fare meglio. Caro Franco, tu dici, nel tuo editoriale di commiato, che «il nuovo soggetto potrà garantirne la continuità e lo sviluppo, ricevendo in 'dote', come da bando, i contenuti sin qui realizzati dal team …». Io lo spero, ma continuo a chiedermi: «Che bisogno c'era, di cambiare?». Vedo che sono in buona compagnia, anche Luisella Bosisio Fazzi se lo chiede e lo chiede, senza mezzi termini e senza reticenze.
Così come se lo chiedono tutte, ma proprio tutte le persone con cui ne parlo.
Che bisogno c'era io non lo so proprio; so che le gare si fanno per risparmiare, per stimolare concorrenza e competitività ma te lo vedi il direttore del mio giornale mattutino che 'va a gara' e cede in dote a colui che vince il patrimonio di contenuti, quelle sfumature, quella capacità di scegliere argomenti e toni, quel suggerire un'ironia o una tristezza, quell'esprimere un secco giudizio o rivalutare una situazione disperata che fa sì che io compri - e legga - proprio quel giornale, e non un altro? Potrà cedere in dote una testata, un formato, un impianto grafico, ma non il suo cervello ed il suo cuore. Se devo 'studiare', se qualcuno mi impone di farlo, forse poco importa come vengono porti quei contenuti; diverso è se mi deve prendere il piacere della lettura, della consultazione, dello sfogliare le pagine virtuali, clic dopo clic, per guardare oltre.
È una collera triste, la mia; non so più cosa raccontare a mio figlio e devo pensare che poco o nulla si salverà dallo spietato comparare prezzo e qualità, quando tutti sappiamo che esiste un certo tipo di qualità – quella umana - che speravamo non dovesse essere pagata a chili o a punti, come il gasolio da riscaldamento o la carta igienica.
Forse il cavallo che ha vinto la corsa saprà conquistarsi attenzione, affetto e lettori, ma questa sì sarà una gara dura: noi il mondo lieve e normale della disabilità l'abbiamo imparato con te. Per questo, grazie.
Maria Teresa Agati Fumagalli

(28 aprile 2003)














postato da Mistro | 28/04/2003 15:22 | commenti


venerdì, aprile 25, 2003

Carriere&Lavoro parla di Franco Bomprezzi.

Non è strettamente legato alla nostra "causa" ma è l'ennesima testimonianza della elevata qualità professionale del nostro, aimè per poco, responsabile editoriale.

IL GIORNALISTA Franco Bomprezzi, 50 anni, dalla carta stampata a Internet

«Io, in carrozzina, inviato sul fronte dell’informazione»
N ato a Firenze, sposato, vive e lavora a Milano. Franco Bomprezzi nonostante la sua disabilità soffre di una rara malattia genetica, l osteogenesi imperfetta, chiamata anche «malattia delle ossa di cristallo» è una vera forza della natura. «Ero già a rotelle quando ho avuto la sciagurata idea di iniziare a collaborare con la redazione locale di un quotidiano, Il Resto del Carlino , a Padova, città dove vivevo. Da allora ho fatto tutti i passi noti a chi è diventato giornalista prima che esistessero le scuole di giornalismo : cronaca bianca, nera, giudiziaria, spettacoli, cultura, sport della domenica, interviste... Insomma, tutto quello che il capo di turno mi chiedeva di fare».

«In carrozzina è più difficile? Sì, per certi aspetti. Le barriere architettoniche spesso complicano la vita, ma quasi mai sono insormontabili se ci si organizza a dovere. Sono anche stato sulla scena di qualche delitto, assieme ai fotografi, guidando la mia mitica Daf l unica autovettura con il cambio automatico negli anni 70 . Poi sono diventato professionista, superando gli esami come tutti, e ho lavorato in un quotidiano per 11 anni Il Mattino di Padova : venni assunto con qualche perplessità dell amministratore delegato, al quale il comitato di redazione fece notare che risparmiava almeno una sedia... Dal 94 ho scelto la libera professione per dedicarmi a tempo pieno all informazione sulla disabilità, convinto che si tratti di un tema che richiede professionalità e competenza, curiosità e normalità di informazione».

«Ora - conclude Franco Bomprezzi - sono il responsabile editoriale di www.superabile.it , un portale realizzato da Inail: un vero e proprio quotidiano on line, ricco di notizie e di approfondimenti tematici. Lavoro in redazione, ma anche da casa, grazie alle tecnologie facili . Non sto mai fermo e mia moglie, purtroppo, lo sa bene. Gli esami non finiscono mai, e dunque partecipo alla gara pubblica per dirigere il portale anche nei prossimi anni. Se non vincerò, pazienza. Credo comunque che il mio lavoro di giornalista continuerò a svolgerlo comunque, fino a quando il cervello girerà almeno come le mie ruote».












postato da Mistro | 25/04/2003 10:32 | commenti


giovedì, aprile 24, 2003
Ad maiora
Il presidente della Fish - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap - Pietro Barbieri scrive a Superabile.it per commentare l'esito della gara per l'assegnazione della gestione del portale indetta dall'Inail e conclusasi nei giorni scorsi.

Non provo né delusione né alterazione di fronte alla notizia della sconfitta nella gara per Superabile.it. Le competizioni si vincono e si perdono. Non vorrei sembrare cinico: dopo l'abnorme sorpresa del giorno della gara, vi sono state molte persone intente a trovare motivazioni, capri espiatori e grandi vecchi.
Non me la sento di rappresentare, quale presidente Fish, l'isterismo collettivo e l'ipocrisia di coloro che perdono una cassa di risonanza certa, e poi salgono sul carro del vincitore. Anche se è decisamente più facile abbaiare alla luna.
Cercherò in questa breve missiva di riassumere le impressioni ricevute in questi giorni dagli amici sorpresi di fronte alla decisione dell'editore. Parlo di persone impegnate nelle associazioni dei disabili e delle loro famiglie, nelle organizzazioni del terzo settore, nel mondo delle imprese e nella pubblica amministrazione. Il termine sorpresa deve essere accentuato in incredulità per due ragioni.
La prima. L'editore ha di fatto rinunciato ad un direttore che ha costruito Superabile.it ed il consenso attorno ad esso. Ciò è indiscutibile. Le procedure pubbliche di acquisto non sono uno strumento buono o cattivo. Sono solo uno strumento, plasmabile a secondo delle volontà di che è deputato a prendere le decisioni. Vi possono essere mille modi per mettere a gara qualunque cosa, a partire dalla penna con la quale scrive il direttore. Mettere a gara anche il direttore, ha un significato preciso: valutarlo al pari dell'esperto informatico necessario alla sopravvivenza del portale, o di un redattore, o, addirittura, della penna stessa. Per di più al massimo ribasso, ovvero il sistema premiante va a coloro che dichiarano la minor spesa per l'appaltante.
Ciò è dovuto ad un complotto? Sono propenso a credere che Inail abbia realizzato questa gara senza particolari attenzioni rispetto a quanto mette in campo per l'acquisto di attrezzature. La gestione del portale Superabile.it equivale ad una fornitura di computer. In sostanza è pura sottovalutazione. Ben sappiamo come questo progetto rappresenti una assoluta novità nelle attività istituzionali Inail, di come sia vissuto con distacco da molti dirigenti e di come sia stato sostenuto da una parte (piccola) della dirigenza riconducibile al vecchio Cda. Ebbene Inail è in epoca di commissariamento e quindi di cambio di vertice e di quadri dirigenti. Chi di costoro è disposto ad esporsi per garantire continuità progettuale ed editoriale a Superabile.it?
Queste considerazioni non possono non ricondurci allo spirito del 2003, Anno europeo delle persone con disabilità: nulla su di noi senza di noi. Per usare un eufemismo, in questo caso l'Inail non ha mostrato una buona pratica.
La seconda. Franco Bomprezzi risulta essere l'unico giornalista che possa ricoprire la carica di direttore editoriale di Superabile.it. Per raffigurare la disabilità in modo attuale e comunicare la diversità evitando il ricorso alla pietas, Franco è l'unico possibile trait d'union tra un'entità istituzionale come Inail e l'universo mondo che ruota attorno alla disabilità in termini di associazioni, imprese profit e non profit, istituzioni nazionali e locali, organizzazioni scientifiche e categorie professionali, singoli disabili e famiglie. Uno spaccato ampio dei lettori del giornale.
Io stesso ho appreso notizie da Superabile.it delle quali avrei dovuto essere latore alle associazioni che rappresento. Un esempio? La dichiarazione del ministro Maroni e l'intervista al sottosegretario Sestini prima della Conferenza di Bari ci hanno prefigurato gli impegni poi assunti in quell'evento: risorse in più nel prossimo decreto di programmazione economica e finanziaria (dpef) destinate ad agevolazioni per l'assistenza e valorizzazione, non disarticolazione della legge 68, per il diritto al lavoro dei disabili. Si può essere d'accordo o meno sui contenuti. Di certo erano notizie di prima mano, scoop giornalistici per il nostro mondo.
Maroni, Sestini e tanti altri prima di loro (Livia Turco ad esempio) hanno capito che attraverso Superabile.it potevano comunicare con molti disabili e con molti familiari. Non solo per una semplice questione di tiratura (o meglio di contatti giornalieri, parlando di web). Franco Bomprezzi è stato in grado di offrire spazio non propagandistico, rivolgendo a costoro domande pregnanti, nel tentativo di capire le intenzioni più recondite dei policy maker. Per questa ragione si è conquistato un pubblico composto dai dirigenti di tutte quelle realtà sopracitate che hanno sostenuto la crescita del portale anche con contributi scritti, inviando proprie notizie e opinioni.
La crescita culturale degli opinion maker rappresenta la ragione ultima dell'esistenza di siffatto portale. Do per scontato che l'assunto è che vi sia bisogno di comunicazione migliore sulla disabilità, rifiutando la canonica raffigurazione del disabile come malato, bensì aprendo all'idea della persona disabile come portatore di diritti e consumatore di prodotti. Un esempio su tutti: l'attuale direttore di Superabile.it ha innescato un dibattito sulle colonne, persino di prima pagina, del principale quotidiano nazionale, il Corriere della Sera, scrivendo una lettera a Beppe Severgnini ed inducendolo a rispondere. Hanno fatto seguito un editoriale di Giuliano Zincone e varie pagine, in giorni diversi, dedicati alla disabilità. Tutto ciò nei giorni di massima tensione per l'esplosione del conflitto in Iraq.
Tutto ciò accadrà col nuovo direttore? Di certo sono molti giorni che apro Superabile.it controvoglia e quando sarà diretto da altri con ancor meno interesse. Come me tanti altri.

Un'ultima questione, Franco. Sappiamo quanto Superabile.it fosse una parte di te. Sappiamo anche che il tunnel della delusione finirà. E insieme ci lanceremo in altri progetti.
Ad maiora.

Pietro V. Barbieri
Presidente Fish

Grazie.
Franco Bomprezzi


















postato da Mistro | 24/04/2003 15:35 | commenti (2)

Una scelta di qualità
Alfredo Violante, responsabile dell'intero sistema SuperAbile Inail, rassicura la signora Luisa Bosisio Fazzi e tutti gli altri navigatori sul "futuro" del portale www.superAbile .it.
di Alfredo Violante
Responsabile del sistema Superabile Inail

In qualità di Dirigente dell'Inail, responsabile dell'intero sistema Superabile (call center e portale), voglio rispondere alla gentile e preoccupata lettera della signora Bosisio, Presidente del Consiglio nazionale sulla disabilità, e ad altri navigatori del portale che potrebbero porsi in questi giorni analoghi interrogativi, dopo la lettera di commiato dell'attuale responsabile editoriale del portale, Franco Bomprezzi.
Vorrei ricordare, anzitutto, che l'Inail è ideatore, editore e finanziatore del sistema SuperAbile; e ciò nel quadro di un approccio complessivo e fortemente innovativo ai temi della disabilità, che ha consentito di raggiungere, nel giro di non più di tre anni, interessanti traguardi in tema di reinserimento al lavoro, di fornitura di personal computer e di corsi assistiti di formazione a distanza per il suo uso, di iniziative a sostegno dei disabili dipendenti dell'Ente e così via.
Per non parlare della tradizione ultra quarantennale del Centro Protesi di Vigorso di Budrio che non fornisce solo protesi ma, quale antesignano della “presa in carico”, propone da sempre percorsi personalizzati di reinserimento sociale, familiare e lavorativo a migliaia di persone disabili ogni anno. Ebbene, l'Inail ha voluto fortemente il sistema Superabile e ha guidato quella “squadra di persone motivate ed entusiaste” che Bomprezzi ha giustamente ricordato nel suo indirizzo di saluto ed il cui impegno ha consentito di dare espressione e contenuti al progetto.
E' stata così realizzata una forma davvero insolita di collaborazione, nella quale, ferme restando le competenze contrattualmente affidate a ciascuno, le intense, sincere e appassionate discussioni tra tutti noi hanno definito le caratteristiche fondamentali del portale: dai criteri di accessibilità alla usabilità dei contenuti, dalla serena vivacità dei colori alla scelta delle aree tematiche…
E non voglio dimenticare neppure il grande contributo dato al progetto dalle principali associazioni della disabilità e da singoli esperti.
Tutto questo è servito a me, che avevo più entusiasmo che esperienza, a crescere e, parallelamente, all'Inail a caratterizzarsi molto positivamente sui temi della disabilità. Il progetto del portale, anche per la sua grande carica innovativa, è nato in forma sperimentale e con l'impegno di effettuare circostanziate verifiche non solo periodicamente in corso d'opera, ma anche e soprattutto alla sua prima scadenza naturale.
Del resto ideare, sperimentare e, se la sperimentazione va bene, confermare, consolidare e rafforzare costituiscono il costante filo rosso dell'attività della Direzione Centrale che dirigo. In quest'ottica, i due anni e passa di vita del call center SuperAbile e l'anno abbondante di esistenza del portale sono serviti proprio per calibrare le caratteristiche minime richieste per il portale “definitivo” (per quanto di definitivo c'è nel mondo di internet!) e per esplicitare al meglio le nostre aspettative di committente, favorendo così una partecipazione particolarmente qualificata ed una selezione coerentemente attenta ed accurata.
La fase di sperimentazione si conclude, appunto, il 30 aprile prossimo e per affidare “a regime” il portale ad un soggetto dotato di tutte le caratteristiche necessarie è stato pubblicato un regolare bando di gara europea che ha suscitato l'interesse, tra le altre, delle principali agenzie di stampa del nostro Paese.
Una commissione, che ha visto la partecipazione di esperti qualificati, ha valutato le offerte dei concorrenti e ha considerato di maggiore qualità una offerta che non è quella che comprendeva tra i suoi collaboratori Franco Bomprezzi ed alcuni degli attuali fornitori.
Me ne dispaccio, come se ne rammarica Bomprezzi, ma le regole della Pubblica Amministrazione sono (opportunamente) queste e gli atti delle sedute della commissione sono pubblici ed acquisibili da ogni interessato.
Non si tratta dunque di “sbagli” da evitare, come dice nella sua lettera la Presidente del Consiglio nazionale sulla disabilità, ma di offrire insiemi di professionalità, servizi, caratteristiche particolari e costi che, valutati comparativamente, producono una graduatoria di merito. Da questa non escono concorrenti “premiati” e concorrenti “puniti”, ma partecipanti diversamente piazzati e pure tutti di pari dignità, che hanno diversamente interpretato le specifiche richieste del committente ed hanno fornito risposte differenziate e diversamente rispondenti alle sue aspettative.
In questo quadro l'aver in precedenza gestito una attività o un servizio messi a gara, se può costituire un vantaggio oggettivo, non può rappresentare una sorta di lasciapassare per le successive collaborazioni, a pena di trasformarsi in un inaccettabile privilegio, in contrasto con le logiche di gara e le regole di funzionamento della Pubblica Amministrazione.
E' possibile che la fase di avvio del nuovo portale necessiti di adeguate messe a punto. Ma la esperienza già maturata, le professionalità messe in campo, la qualità e quantità dei servizi aggiuntivi offerti dal concorrente risultato primo in graduatoria ci danno la ragionevole certezza di poter toccare nuovi e ancor più avanzati traguardi.
Del resto, il passaggio di testimone, visto sotto altra ottica, può rappresentare l'occasione per innestare le competenze ed i risultati già maturati sull'entusiasmo e sulle professionalità proprie del nuovo gestore.
Sono certo che il “nuovo” portale Superabile potrà continuare ad avere tra i propri affezionati navigatori la signora Bosisio, che ringrazio per l'attenzione dimostrata, oltre a tutti i “vecchi” lettori critici, appassionati, entusiasti, impazienti, vivaci, che, insieme ai nuovi che riusciremo a reclutare, rappresenteranno, ancora una volta, la vera ricchezza del portale.

















postato da Mistro | 24/04/2003 15:34 | commenti (11)


mercoledì, aprile 23, 2003
da SuperAbile.it

«Un futuro incerto»
Luisa Bosisio Fazzi, presidente del Consiglio nazionale sulla disabilità, risponde al saluto di Franco Bomprezzi, che il prossimo 30 aprile lascerà il suo ruolo di responsabile editoriale di SuperAbile.it, insieme all'attuale redazione, dopo la gara pubblica che ha visto un nuovo soggetto aggiudicatario della gestione del progetto per i prossimi due anni.

Egregio responsabile editoriale,
Con vivo dispiacere apprendo la notizia che dal prossimo 1º maggio il portale Inail www.superabile.it non si avvarrà più di Lei e della sua staff redazionale.
Più che dispiacere posso affermare, anche a nome delle trentacinque associazioni nazionali che rappresento, che si tratta di un sentimento di rammarico e profondo dolore per il futuro incerto dell'informazione che Lei e i suoi collaboratori avete sempre pensata e attuata a partire dalle persone, anche con disabilità.
Con ilarità penso alla seconda puntata di 'Europa… o cara' che ho già spedito alla Sua redazione e che suona beffarda davanti alla notizia che ci ha dato.
Mi permetta allora qualche domanda intrigante e sfacciata sapendo bene che le mie sono le domande di tutti noi.
Lei accenna ad una gara d'appalto, quindi ad una prassi quanto mai trasparente, ma non specifica i motivi di questa esclusione.
La prego mi faccia, o meglio ci faccia, sapere perché altri hanno ottenuto la gestione del portale e la sua cordata no. Sono curiosa, o meglio siamo curiosi, di sapere dove ha sbagliato e dove gli altri sono stati migliori di Lei.
Dal momento della pubblicazione dei suoi saluti mi domando, o meglio ci domandiamo, che valore hanno avuto i due anni di lavoro nel portale, il numero degli accessi giornalieri, gli ospiti importanti, gli argomenti vari affrontati con professionalità.
Queste, badi bene, non sono morbose curiosità. Sono domande che vogliono risposta perchè aiutano a capire il motivo per cui abbiamo dato fiducia a Lei e alla sua redazione. A capire se questa fiducia era ben riposta.
Una fiducia che Le rinnovo incondizionatamente mentre mi auguro di conoscere presto il suo prossimo 'luogo' dove seguirla per avere la solita vera informazione.
Con affetto.
Luisella Bosisio Fazzi, presidente del Consiglio nazionale sulla disabilità

Cara signora Bosisio Fazzi,
la sua lettera da un lato onora me e la redazione di giudizi lusinghieri e così schietti da dover essere accolti da tutti noi se non con grande rispetto e soddisfazione. Dall'altro mi pone domande alle quali non sono in condizione di rispondere. Per doveroso riserbo, perché anche a me mancano alcuni elementi informativi essenziali per comprendere esattamente che cosa sia accaduto, perché la procedura di aggiudicazione del portale è in atto, e dunque non intendo e non posso in questo momento delicato essere io stesso un motivo di polemica o di discussione al di fuori dei luoghi istituzionali a ciò deputati.
Le consiglio di rivolgere queste legittime domande ai vertici dell'Inail, che sicuramente Le forniranno le risposte che riterranno più opportune. Starà poi a Lei e alle associazioni che rappresenta trarne le conseguenze o le considerazioni del caso. Temo, in questo momento, di non essere in condizione, per la prima volta, di fornire una risposta capace di coniugare il rispetto formale dei fatti con l'interpretazione corretta delle volontà. E Le assicuro che è preferibile che io mi astenga da ulteriori valutazioni. Proprio per il rispetto che ripongo nella sua fiducia.
Grazie.
Franco Bomprezzi


















postato da Mistro | 23/04/2003 08:16 | commenti (5)


martedì, aprile 22, 2003
LETTERA APERTA AL DOTTOR VINCENZO MUNGARI
Commissario straordinario dell'INAIL

(inoltrata alla presidenza dell'ente)

Egregio dottore, chi le scrive è uno dei tanti anonimi cittadini che, con orgoglio e fierezza, vive in questo curioso e a volte stravagante Paese che è l'Italia; un Paese troppe volte ingrato e ingiusto, cinico e mascalzone, ma che, malgrado tutto, amo e continuerò ad amare, difendendolo sempre e comunque, perdonandolo anche se non dovrei. Ma lo faccio perchè sento che è giusto: in fondo questo Paese mi ha offerto opportunità che forse io non ho saputo, o voluto, cogliere.

Tant'è!

Ma non voglio allontanarmi dal motivo di questa mia lettera aperta che è un'altro. Una lettera scritta da un cittadino comune che probabilmente non avrà mai risposta e che forse neanche atterrerà sul suo tavolo. Non tema, non la considero una scortesia. Comprendo e capisco le responsabilità e la mole di lavoro che il suo incarico di commissario straordinario è chiamato ad assolvere, giorno dopo giorno.

E sono abbastanza intelligente – mi perdoni l'immodestia – da capire, date le notevoli dimensioni dell'INAIL e gli innumerevoli interessi che tutela, le sue difficoltà e il prezzo, in termini di impegno, che paga.

Entrando nel merito, e più precisamente nell'universo-disabili, il mio primo approccio con i «problemi» dell'handicap – virgoletto la parola perchè potrebbe offendere, giustamente, le persone disabili che certamente non gioiscono di essere considerati un problema – l'ho avuto tanti anni fa, durante i quali il mio impegno, a tempo pieno, mi ha dato modo di imparare e capire tante cose, di interrogarmi e di ridimensionare i miei di problemi, che pure ho e sono chiamato a risolvere. Poi le vicissitudini della vita mi hanno indicato, mio malgrado, un'altro percorso che mi ha allontanato dall'universo-disabili fino a due anni fa, quando, casualmente, mi sono trovato a frequentare il sito Disabili.com e, successivamente, SuperAbile.it.
Le confesso, egregio dottore, leggendo l'indirizzo del portale (www.superabile.it) ho sempre creduto che il sito non avesse niente a che fare con il mondo dei disabili ma, leggendolo in minuscolo, con qualcosa che riguardasse uno sport (superabile l'ho assimilato al verbo superare!!). Sicuramente questo piccolo qui-pro-quo è dovuto alla mia ignoranza o scarsa perspicacia.
SuperAbile è una bella realtà. Soprattutto concreta. E questo rivaluta di molto l'opinione che noi, cittadini comuni, abbiamo degli enti che, come saprà, non godono di molto credito e popolarità. L'INAIL, con SuperAbile, ha fatto un lavoro eccellente. Ed è un peccato che non si ponga il problema di come portare nel portale (mi scusi il gioco di parole) le centinaia di migliaia di disabili che non possono accedervi per svariati motivi, primo fra tutti l'impossibilità di acquistare un computer. Non se la prenda: nessun sito, nessun portale, si è mai posto questo problema. E neanche i disabili stessi che li frequentano. Un problema che, nel mio piccolo, attraverso uno spazio gratuito in Internet, ho più volte posto all'attenzione di tutti sperando di suscitare interesse e magari avviare una gara di idee per realizzare, forse, l'impossibile. Probabilmente, egregio dottore, ciò è dovuto all'anonimato del cittadino comune.
Eppure, dottor Mungari, provi per un solo attimo a pensare cosa accadrebbe in Italia se SuperAbile riuscisse nell'impresa (perchè tale è): l'INAIL sarebbe l'unico ente in Europa ad assicurare, concretamente, a «quasi» tutti i disabili ogni sorta di servizio e assistenza. Sarebbe di esempio a tutti e faro per altri enti analoghi di altri Paesi. Persino per gli USA che pure, tecnologicamente, sono guida e punto di riferimento nel mondo. No, non esagero affatto, dottor Mungari. Mi creda. La riuscita di una impresa del genere non significa soltanto essere riusciti a portare in Rete il maggior numero dei disabili. Significa molto, molto di più. Significa moltiplicare a dismisura rapporti umani, fiducia, opportunità di lavoro e di amicizie, sentimenti e affetti. Significa ridurre le distanze e sviluppare nuovi interessi e realizzare quel miracolo a cui nessuno, compresi i disabili stessi, crede, e cioè vivere – normodotati e disabili – in completa e naturale simbiosi. Ma significa anche creare e avviare nuovi interesse, nuovi fermenti e diffonderli in tutta Europa. Questo è il miracolo, dottor Mungari.
Ho letto sul portale l'imminente scadenza del mandato del dottor Bomprezzi, direttore editoriale, e di tutto lo staff della redazione. Sarà al corrente che ciò ha suscitato, nei frequentatori e frequentatrici, amarezza e dispiacere. Non poteva essere altrimenti, visto l'eccellente lavoro del dottor Bomprezzi. Un lavoro come pochi sanno fare. Un lavoro svolto con passione, slancio e entusiasmo. Un portale web, egregio dottore, non è solo un asettico «distributore di servizi» ma è molto, molto di più, e il forum e la chat, strumenti sì freddi ma con il nobile compito di veicolare e indirizzare sentimenti e affetti e sviluppare conoscenze e speranze. E talvolta illusioni.
Mi rendo conto che l'INAIL è tenuta ad ossequiare leggi a volte ingiuste, incomprensibili e ... antieconomiche. Ma vanno rispettate. Non ho intenzione di perorare la causa del dottor Bomprezzi. Non ne ho i titoli e sarebbe un atto di presunzione da parte mia. Desidero solo porre l'accento sul fatto che una legge è, o dovrebbe essere, come un abito fatto su misura: non deve stringere e deve essere comodo da indossare. Solo così un cittadino ne recepisce la giustezza, l'equilibrio, l'imparzialità e l'interesse comune.
La fase di sperimentazione di SuperAbile ha inevitabilmente cementato un legame non solo professionale ma anche affettivo e di stima fra i frequentatori e frequentatrici del portale e la redazione tutta. Ed è un peccato che una legge – non l'INAIL quindi – non possa tenerne conto. Il bando di gara dice che l'INAIL valuterà «l'offerta più vantaggiosa»: è giusto. Risparmiare è importante, soprattutto di questi tempi, tenuto anche conto della credenza popolare – che poi tanto credenza non è – che vuole gli enti pubblici spreconi e sciupadenari a go-go.
Eppure mi chiedevo se una offerta economicamente vantaggiosa (non è poi tanto difficile presentarla) per l'ente non fosse, invece, nel medio-lungo termine, antieconomica. Il perchè è presto detto: ad oggi SuperAbile vanta un buon bacino d'utenza e un eccellente numero di frequenze giornaliere (direzione e redazione hanno lavorato egregiamente). Numeri – utenti e frequenza – che rappresentano un capitale. Ma un capitale virtuale perloppiù legato al rapporto interpersonale redazione-utente e che, cambiando i componenti della sala-dei-bottoni, si rischia di perdere, o perlomeno ridimensionare drasticamente. Questo significa un danno per l'ente. È innegabile.
Soprattutto se nel progetto-SuperAbile v'è compreso l'ingresso di possibili sponsor. E bene lo sanno i professionisti del marketing e non ha caso, nelle pianificazioni aziendali, considerano questo capitale effettivo solo se garantito. E lei ben conosce quale possa essere tale garanzia. Lo dico perchè, in passato, ho sottovalutato e poi subìto questo danno «virtuale» creandomi notevoli disagi economici. Comunque sia, dottor Mungari, vada come vada. Come vede questa lettera aperta non chiede nulla. Non cerca nulla. Solo sottolineare che i criteri che ispirano il bando di gara non sembrano abbiano tenuto conto di ciò che economico o antieconomico; e trovo incomprensibile, che, nella stesura del bando, non si sia valutata, pur fra tante competenze, l'importanza del «portafoglio clienti» (brutta espressione ma rende bene l'idea). Ma, ripeto, capisco che l'INAIL poco o nulla c'entra. Come ho detto prima, è doveroso, da parte dell'ente ossequiare le leggi. Sbagliate e giuste che siano.

Sono stato eccessivamente lungo e me ne scuso. Non importa se lei, dottor Mungari, leggerà mai questa lettera. E, nel caso la leggesse, non deve sentirsi in dovere di rispondere. Del resto, mi passi la battuta, «noi» siamo solo in circa 55 milioni, lei uno solo. Ho solo assecondato l'impulso di scriverla.

Le sono grato per avermi, forse, letto e le auguro buon lavoro.

A. Leon
























postato da Mistro | 22/04/2003 09:34 | commenti (6)

Dal 30 aprile 2003 SuperAbile.it, portale inail per il mondo della disabilità, cambia "gestione".

Alcuni utenti affezionati temono che vada perso il patrimonio di esperienze, contatti umani e legami che si è creato in questo anno di attività.

Per questo e per solidarietà con una redazione che tanto ci ha dato in termini di aiuto e umano sostegno abbiamo deciso di dare vita a questo sito.







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